Dal 1989, anno in cui Tim Berners-Lee lo ha inventato, il World Wide Web si è costantemente evoluto, adattandosi alle esigenze degli utenti e sfruttando sempre più le potenzialità offerte dai server e dai linguaggi di programmazione dedicati allo scambio di informazioni in rete.
Si è passati dal Web 1.0, caratterizzato da pagine statiche in cui l’utente poteva solo consultare i contenuti senza possibilità di interazione, al Web 3.0 e 4.0,
arricchito da tecnologie emergenti come intelligenza artificiale, realtà aumentata e Internet of Things (IoT).
Tra queste due epoche, il Web 2.0 ha rappresentato una svolta fondamentale:
da un modello di comunicazione a senso unico (dal server al client), si è arrivati a una reale interazione tra client e server.
In questo nuovo paradigma,
l’utente non solo riceve informazioni, ma le invia al server, favorendo la propagazione (ad esempio, l’invio delle credenziali per accedere a un’area riservata) e la
persistenza dei dati (una volta autenticato, l’utente rimane riconosciuto fino alla disconnessione o dopo un periodo di inattività).